Evenepoel e Van Aert si prendono la scena!

La seconda settimana di ripresa ci ha regalato gare spettacolari e numerosi spunti interessanti anche in chiave grandi giri.

Evenepoel e Van Aert, il Belgio ha i nuovi cannibali

Forti, giovani, intrampendenti e … belgi. Wout Van Aert e Remco Evenepoel sono i veri protagonisti di queste p[rime due setttimane di ripresa delle competizioni ciclistiche. Il primo dopo aver sfatato finalmente il tabu Strade Bianche (terzo posto nel 2017 e 2019) ha sorpreso tutti conquistando la Milano-Sanremo, prima classica monumento della stagione. Nulla ha potuto il vincitore dell’edizione scorsa, Julien Alaphilippe, apparso comunque in crescita rispetto alle prime gare.

Non se la sta passando male neanche il classe 2000 che questa settimana ha trionfato nel Giro di Polonia. Si tratta del 4 gara a tappe conquistata in altrettante partecipazioni in questo 2020, il secondo successo nel post lockdown. Numeri spaventosi per chiunque e non solo per un ragazzino di appena 20 anni alla sua seconda stagione nel World Tour (dopo aver saltato la categoria under 23). E dire che il livello nella corsa polacca non era neanche così male visto che al via partivano anche Fuglsang, Majka, il vincitore del Giro 2019 Carapaz, Simon Yates e Diego Ulissi. Spaventoso il successo nella quarta tappa; un trionfo arrivato dopo una fuga solitaria di 50 km, distanziando i rivali più veloci di svariati minuti. Il fenomeno belga non sembra intenzionato a fermarsi davanti a niente e nessuno. Le prossime sfide confermate saranno Il Lombardia (sabato 15 agosto), la Tirreno Adriatico e il Giro D’Italia, dove sogna di conquistare una clamorosa vittoria nella generale.

E se… il buongiorno si vede dal mattino, questi due giovani ragazzi possono dominare nel presente e sopratutto per il futuro del ciclismo. Intanto il Belgio si coccola questi due fenomeni, consapevole di avere in mano i nuovi cannibali del ciclismo.

Mai piu casi Jakobsen!

Dopo il drammatico incidente che costo la vita a Bjorn Lambrecht della scorsa edizione, anche quest’anno il Giro di Polonia ha vissuto momenti drammatici. Nella volata finale della prima tappa uno scontro tra Groenewegen e Jakobsen ha causato un incidente tragico. Ad avere la peggio è stato il campione olandese in linea che, sbilanciato, si è scontrato contro le transenne. Dopo qualche giorno in coma farmacologico il velocista della Deceuninck Quick-Step si è ripreso e attualmente sta continuando le terapie nel suo paese natale nella speranza di poter ritornare in sella.

Un episodio gravissimo che non deve più ripetersi. Troppo spesso, a tutti i livelli,  avvengono episodi analoghi durante le voltate, un momento della corsa nella quale i corridori viaggiano a velocità folli e perciò sono ancor di più in pericolo. Le responsabilità in questo caso sono da dividere in due: Dylan Groenewegen e gli organizzatori. Il ciclista della Jumbo Visma, già squalificato dalla UCI e sospeso dal suo team, ha rifilato una spallata troppo vistosa al rivale nell’intento di mantenere la prima posizione. Una mossa azzarda e da punire anche se non è di certo la prima volta che ne vediamo una di questo tipo. Il problema peggiore però, come hanno sottolineato molti addetti ai lavori, è stato l’inaffidabilità delle transenne poste al traguardo. Questo è parso evidente visto il modo in cui si sono “aperte” sotto il peso del povero Jakobsen, incapaci di reggerne l’urto come da dovere. Possibile che in una corsa del World Tour gli organizzatori non siano stati in grado di controllare correttamente il percorso in modo tale da salvaguardare la salute dei corridori?
Spero che l’incidente avvenuto al Giro di Polonia possa servire da lezioni a tutti.

Desidero dare un mio parere in merito all'incidente accaduto ieri al traguardo della prima tappa del Giro di Polonia….

Posted by Silvio Martinello on Thursday, 6 August 2020

L’Italia c’è! Due prime volte e ottimi piazzamenti per gli azzurri

In queste due settimane di ripresa delle corse professionistiche la nazione apparsa più brillante è senza dubbio il Belgio, come sottolineato in precedenza. Nonostante ciò anche i corridori azzurri si stanno ben comportando in queste prime uscite. Questa settimana è stata quella delle prime volte. Il primo successo da pro per Andrea Bagioli nella prima tappa del Tour de l’Ain. Una vittoria importante per il 20enne di buone speranze che ha superato in una volata un certo Primoz Roglic, vincitore poi della breve corsa a tappe francese. Il lombardo è uno dei migliori prospetti azzurri e non solo, ottimo scalatore, capace di attire su di se le attenzioni di uno dei migliori team al mondo, la Deceuninck Quick-Step. Fa parte della compagine belga anche Davide Ballerini che al Giro di Polonia ha conquistato il suo primo successo con la sua nuova formazione. Un successo in volata davanti a ottimi avversari come Ackermann e Alberto Dainese, altra ottima notizia per il ciclismo azzurro. Il 22enne del Team Sunweb nonostante la giovane età, ha fatto vedere già ottime cose nella sua prima corsa del post lockdown. Buone prove anche per Vincenzo Nibali, Davide Formolo e Alberto Bettiol, che hanno dimostrato un ottima condizione in vista dei loro “veri” prossimi obiettivi.

L’incredulità di Andrea Bagioli per la prima vittoria Pro. (Credit:Getty Images Sport)

Ottime notizie dunque per il ct Davide Cassani (tralasciando lo scontro con Cipollini sul quale non mi voglio esprimere) anche e sopratutto in ottica futura.

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