Dominio sloveno al Tour! Yates è pronto per il Giro

Riviviamo le emozioni della settimana di ciclsmo.
Il Tour entra nell’ultima e decisiva settimana, mentre Simon Yates manda ottimi segnali in vista del Giro.

Roglic-Pogacar che bagarre!!

Due sloveni che stanno letteralmente saccheggiando le salite francesi. Chi lo avrebbe mai detto ma per il momento il Tour de France è una cosa a due. Roglic, che al momento può vantare un vantaggio di 40 secondi sul più giovane collega, può contare su un team stellare che sta monopolizzando la corsa. Il 31enne ha vinto alla Vuelta 2019 il suo primo grande Giro e vuole dimostrare i suoi miglioramenti anche nell’ultima e più difficile settimana (suo grosso limite fino a questo momento). Il 22enne della UAE Emirates difficilmente potrà contare sull’aiuto dei compagni di squadra nelle salite più dure (ha perso Aru e Formolo) ma ha dalla sua la spregiudicatezza e una straordinaria condizione. Il nativo di Komenda (paesino di 900 abitanti) ha un ottimo feeling con la Francia visto che nel 2018 trionfò nel Tour de L’Avenir, una sorta di Tour de France per gli under 23.

Chi si aggiungerà alla festa?

Analizzando la classifica generale, dopo i due sloveni, troviamo Uran (terzo a 1’34”), Lopez (quarto a 1’45”), Yates, Porte e Landa. Tutti distanti ma sempre in corsa per il sogno maglia gialla. Chiaramente servirà un impresa per riaprire la contesa ma le occasioni ci sono. Lopez e Porte sono apparsi quelli più in forma nelle ultime tappe. 

La classifica generale al termine della 16esima tappa

1) Primoz Roglic (TJV) in 70h06’47”

2) Tadej Pogacar (UAD) +40”

3) Rigoberto Uran (EF1) +1’34”

4) Miguel Angel Lopez (AST) +1’45”

5) Adam Yates (MTS) +2’03”

6) Richie Porte (TFS) +2’13”

7) Mikel Landa (TBM) +2’16”

8) Enric Mas (MOV) +3’15”

9) Tom Dumoulin (TJV) +5’19”

10) Nairo Quintana (ARK) +5’43”

Bernal molla, il fallimento del Team Ineos

Una delle poche certezze di questo Tour è che Egan Bernal non confermerà la vittoria della scorsa stagione. Dopo le grosse difficoltà delle scorse tappe, il colombiano ha alzato bandiera bianca. Così il Team Ineos dopo i 5 successi consecutivi (3 di Froome, 1 di Thomas e Bernal) e la doppietta dello scorso anno, dovrà passare lo scettro. Un allarme che deve preoccupare il team britannico che negli ultimi anni ha vissuto un calo significativo. Stagione storta o inesorabile declino?

Hirschi e Kämna, due nomi per il futuro 

Entrambi vincitori di una tappa in questa edizione, entrambi dopo una giornata intera in fuga, entrambi giunti al traguardo in solitaria. Classe ‘98 il primo mentre classe ‘96 il secondo. Scalatore dotato di un ottimo spunto veloce lo svizzero, che ha conquistato il primo successo in carriera nella 12esi Il corridore del Team Sunweb conquistò l’oro mondiale under 23 nel 2018 sul durissimo circuito austriaco. Kämna ci andò vicino nell’edizione 2017, aggiudicandosi l’argento. Di certo questo Tour può rappresentare un bel trampolino di lancio per tutti e due.

Simon Yates conquista la Tirreno-Adriatico

Un grande Simon Yates si prende la Tirreno-Adriatico e rivendica l’amaro secondo posto della scorsa edizione del fratello. Una vittoria che mette in luce la grandissima forma del britannico che non può che candidarsi come uno dei favoriti per la vittoria finale del Giro.

In seconda piazza Geraint Thomas anche lui al via nella Corsa Rosa, dopo la decisione discussa del Team Ineos, che potrebbe aiutarlo vista la presenza di numerose crono.

Bene anche Fausto Masnada, fresco di approdo alla Deceunick Quick-Step, che punterà ad un ottimo piazzamento in classifica generale del Giro.

Ancora in difficoltà Vincenzo Nibali che ha provato a farsi vedere ma senza grande successo. Il siciliano ha terminato lontanissimo dai primi ma dovrebbe essere comunque al via nel mondiale di Imola.

Nota di merito per Filippo Ganna che ha conquistato la cronometro finale con un tempo spaventoso (battendo il record di Cancellara). Un bel segnale in vista della rassegna iridata del 25 settembre.

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