Il bollettino della prima settimana di Giro

Con la tappa di Roccaraso si è conclusa la prima settimana del Giro d’Italia 2020. Dai ritiri di Thomas e Yates ai successi di Demare; ecco quanto accaduto nelle prime nove tappe.

Thomas e Yates ko! 

Erano i due grandi favoriti della vigilia ma la sfortuna li ha colpiti in pieno. Il gallese della Ineos ha dovuto alzare bandiera bianca già dopo tre tappe. La caduta nella discesa di Enna, dove era posto il chilometro zero, lo aveva costretto a concludere con 12 minuti dei ritardo dal vincitore di tappa. Le contusioni riporte e il distacco accumulato sui principali rivali, lo hanno costretto al ritiro dalla Corsa Rosa (cosi come nel 2017). A causare la caduta del vincitore del Tour 2018 è stata una borraccia. Un immagine che fotografa al meglio il maledetto rapporto del 34enne britannico con il Giro.

Le ferite di Geraint Thomas (Bettini photo)

Dopo il successo nella Tirreno-Adriatico le aspettative su Simon Yates erano notevoli. Al termine della cronometro iniziale era stato l’unico uomo di classifica ad aver retto il passo di Thomas. Sulle pendici dell’Etna il capitano della Mitchelton Scott è letteralmente crollato, terminando la sua prova con oltre 4 minuti di distacco da Caicedo, trionfatore del giorno. La mazzata finale è arrivata sabato, con la scoperta della positività al Covid-19 e la conseguente estromissione del Giro. Per l’inglese, che nel 2018 andò vicino al successo finale, salvo poi crollare nell’ultima settimana; la maglia rosa resta un miraggio.

Top Ganna sfreccia nel cuore degli italiani

È l’uomo del momento per il ciclismo italiano. Dopo la maglia iridata nella prova a cronometro si è tolto lo sfizio di indossare quella rosa. Che fosse uno dei migliori nelle prove contro il tempo lo si sapeva, ma il successo nella quinta tapa del Giro ha sorpreso tutti. Sul Valico di Montescuro (22,7 km al 5,8%) a retto testa a corridori “teoricamente” più abili di lui in salita. Ma non solo, negli ultimi chilometri di salta ha lasciato andare tutti i suoi “cavalli”. Nemmeno il gruppo, lanciato a tutta velocità, è riuscito a rinvenire su di lui. Sono già due i successi in questo Giro. Non male come debutto in un grande giro.

Demare in versione cannibale

Arnaud Demare (Getty Images Sport)

3 su 3. Dove c’è uno sprint c’è Demare. Finora il francese della Groupama-FDJ ha monopolizzato le volate di questa prima settimana di Giro. Abile sui traguardi di Brindisi e Villafranca Tirrenia; pauroso nello sprint di Matera, dove ha distanziato i suoi rivali. Con ancora due settimane di corsa, la classifica a punti sembra già essere sua. Chi fermerà il cannibale Demare?

Nibali c’è. Kelderman e Fuglsang i top

La prima settimana di una corsa a tappe è da sempre più utile ad individuare quali corridori non saranno in grado di giocarsi il successo finale. Detto delle delusioni, Yates e Thomas; a sorridere invece sono Kelderman, Fuglsang e Nibali. Vincenzo è stato tra i più attivi sin dalla terza tappa, nella sua Sicilia. Lo squalo ha cercato di testarsi, ma sopratutto, di testare la condizione dei suoi rivali. L’olandese e il danese hanno risposto presente e, malgrado il cattivo bilancio con i grandi giri, si candidano a un ruolo da protagonisti.

La classifica generale dopo 9 tappe
1) Joao Almeida 35H25’50”
2) Wilco Kelderman 30”
3) Pello Bilbao 39”
4) Domenico Pozzovivo 53”
5) Vincenzo Nibali 57”
6) Jakob Fuglsang 01’01”
7) Harm Vanhoucke 01’02”
8) Patrick Konrad 01’11”
9) Jai Hindley 01’15”
10) Rafal Majka 01’17”

Dove può arrivare Almeida?

La maglia rosa Joao Almeida (Bettini photo)

La prima settimana è terminata con un re inatteso, Joao Almeida. Il portoghese è uno dei tanti prospetti della Deceuninck Quick-Step (che ha dovuto rinunciare a Remco Evenepoel). Per il classe ‘98 si tratta della prima stagione tra i professionisti e perciò il debutto in un grande giro. I suoi limiti ancora non li conosce nessuno e probabilmente nemmeno lo stesso Joao. Ipotizzare che possa portare la rosa sino a Milano appare improbabile. L’esperienza è un fattore determinante quanto si disputa la terza settimana di una delle principali corse a tappe. Occhio pero a no sottovalutare le qualità di questo ragazzo, che in futuro potrà togliersi grandi soddisfazioni. Pogacar insegna qualcosa.

Leave a reply

Please enter your comment!
Please enter your name here